Atti degli Apostoli 26

Diodati Bibbia 1885

1Ed Agrippa disse a Paolo: Ei ti si permette di parlar per te medesimo.Allora Paolo, distesa la mano, parlò a sua difesa in questa maniera:

2Re Agrippa, io mi reputo felice di dover oggi purgarmi davanti a te di tutte le cose, delle quali sono accusato da' Giudei.

3Principalmente, sapendo che tu hai conoscenza di tutti i riti, e quistioni, che son fra i Giudei; perciò ti prego che mi ascolti pazientemente.

4Quale adunque sia stata, dalla mia giovanezza, la mia maniera di vivere, fin dal principio, per mezzo la mia nazione in Gerusalemme, tutti i Giudei lo sanno.

5Poichè mi hanno innanzi conosciuto fin dalla mia prima età, e sanno (se voglion renderne testimonianza), che secondo la più squisita setta della nostra religione, son vissuto Fariseo .

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  • Riferimento incrociato: Fariseo

6Ed ora, io sto a giudicio per la speranza della promessa fatta da Dio a' padri .

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  • Riferimento incrociato: speranza
  • Riferimento incrociato: padri

7Alla quale le nostre dodici tribù , servendo del continuo a Dio , giorno e notte, sperano di pervenire; per quella speranza sono io, o re Agrippa, accusato da' Giudei.

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  • Riferimento incrociato: tribù

8Che? è egli da voi giudicato incredibile che Iddio risusciti i morti?

9Ora dunque, quant'è a me, ben avea pensato che mi conveniva far molte cose contro al nome di Gesù il Nazareo .

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  • Riferimento incrociato: Nazareo

10Il che eziandio feci in Gerusalemme ; ed avendone ricevuta la podestà da' principali sacerdoti, io serrai nelle prigioni molti de' santi; e, quando erano fatti morire, io vi diedi la mia voce.

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  • Riferimento incrociato: Gerusalemme

11E spesse volte, per tutte le sinagoghe, con pene li costrinsi a bestemmiare; ed infuriato oltre modo contro a loro, li perseguitai fin nelle città straniere.

12Il che facendo, come io andava eziandio in Damasco , con la podestà, e commissione da parte de' principali sacerdoti, io vidi, o re, per lo cammino, di mezzo giorno,

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  • Riferimento incrociato: Damasco

13una luce maggiore dello splendor del sole, la quale dal cielo lampeggiò intorno a me, ed a coloro che facevano il viaggio meco.

14Ed essendo noi tutti caduti in terra, io udii una voce che mi parlò, e disse in lingua ebrea: Saulo, Saulo, perchè mi perseguiti? ei ti è duro di ricalcitrar contro agli stimoli.

15Ed io dissi: Chi sei tu, Signore? Ed egli disse: Io son Gesù, il qual tu perseguiti.

16Ma levati, e sta' in piedi; perciocchè per questo ti sono apparito, per ordinarti ministro, e testimonio delle cose, le quali tu hai vedute ; e di quelle ancora, per le quali io ti apparirò,

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  • Riferimento incrociato: vedute

17riscotendoti dal popolo, e dai Gentili, a' quali ora ti mando ;

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  • Riferimento incrociato: mando

18per aprir loro gli occhi, e convertirli dalle tenebre alla luce , e dalla podestà di Satana a Dio; acciocchè ricevano, per la fede in me, remission de' peccati , e sorte fra i santificati .

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  • Riferimento incrociato: luce
  • Riferimento incrociato: peccati
  • Riferimento incrociato: santificati

19Perciò, o re Agrippa, io non sono stato disubbidiente alla celeste apparizione.

20Anzi, prima a que' di Damasco, e poi in Gerusalemme, e per tutto il paese della Giudea, ed a' Gentili , ho annunziato che si ravveggano, e si convertano a Dio, facendo opere convenevoli al ravvedimento.

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  • Riferimento incrociato: Gentili

21Per queste cose i Giudei, avendomi preso nel tempio , tentarono d'uccidermi.

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  • Riferimento incrociato: tempio

22Ma, per l'aiuto di Dio, son durato fino a questo giorno, testificando a piccoli ed a grandi; non dicendo nulla, dalle cose infuori che i profeti e Mosè hanno dette dovere avvenire .

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  • Riferimento incrociato: avvenire

23Cioè: che il Cristo sofferirebbe ; e ch'egli, ch'è il primo della risurrezion de' morti , annunzierebbe luce al popolo, ed a' Gentili .

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  • Riferimento incrociato: sofferirebbe
  • Riferimento incrociato: morti
  • Riferimento incrociato: Gentili

24Ora, mentre Paolo diceva queste cose a sua difesa, Festo disse ad alta voce: Paolo, tu farnetichi ; le molte lettere ti mettono fuor del senno.

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  • Riferimento incrociato: farnetichi

25Ma egli disse: Io non farnetico, eccellentissimo Festo; anzi ragiono parole di verità, e di senno ben composto.

26Perciocchè il re, al quale ancora parlo francamente, sa bene la verità di queste cose; imperocchè io non posso credere che alcuna di queste cose gli sia occulta; poichè questo non è stato fatto in un cantone.

27O re Agrippa, credi tu a' profeti? io so che tu ci credi.

28Ed Agrippa disse a Paolo: Per poco che tu mi persuadi di divenir Cristiano .

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  • Riferimento incrociato: Cristiano

29E Paolo disse: Piacesse a Dio che, e per poco, ed affatto, non solamente tu, ma ancora tutti coloro che oggi mi ascoltano, divenissero tali quali son io , da questi legami infuori.

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  • Riferimento incrociato: io

30E dopo ch'egli ebbe dette queste cose, il re si levò, e insieme il governatore, e Bernice, e quelli che sedevano con loro.

31E ritrattisi in disparte, parlavano gli uni agli altri, dicendo: Quest'uomo non ha fatto nulla che meriti morte, o prigione .

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  • Riferimento incrociato: prigione

32Ed Agrippa disse a Festo: Quest'uomo poteva esser liberato, se non si fosse richiamato a Cesare .

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  • Riferimento incrociato: Cesare

Persone e luoghi menzionati

Agrippa, Bernice, Claudius, Festus, Jesus, Judah, Moses, Paul

Damasco, Gerusalemme, Giudea romana, Nazareth

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