Matteo 18
Diodati Bibbia 1885
Il maggiore nel regno de' cieli
1IN quell'ora i discepoli vennero a Gesù dicendo: Deh! chi è il maggiore nel regno de' cieli?
2E Gesù, chiamato a sè un piccol fanciullo, lo pose nel mezzo di loro, e disse:
3Io vi dico in verità, che se non siete mutati, e non divenite come i piccoli fanciulli , voi non entrerete punto nel regno de' cieli.
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- Riferimento incrociato: fanciulli
4Ogni uomo adunque, che si sarà abbassato, come questo piccol fanciullo, è il maggiore nel regno de' cieli .
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- Riferimento incrociato: cieli
5E chiunque riceve un tal piccol fanciullo, nel nome mio, riceve me .
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- Riferimento incrociato: me
6Ma chi avrà scandalezzato uno di questi piccoli che credono in me, meglio per lui sarebbe che gli fosse appiccata una macina da asino al collo, e che fosse sommerso nel fondo del mare .
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- Riferimento incrociato: mare
7Guai al mondo per gli scandali! perciocchè, bene è necessario che scandali avvengano; ma nondimeno, guai a quell'uomo per cui lo scandalo avviene !
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- Riferimento incrociato: avviene
8Ora, se la tua mano, o il tuo piè, ti fa intoppare, mozzali, e getta li via da te; meglio è per te d'entrar nella vita zoppo, o monco, che, avendo due mani, e due piedi, esser gettato nel fuoco eterno .
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- Riferimento incrociato: eterno
9Parimente, se l'occhio tuo ti fa intoppare, cavalo, e gettalo via da te; meglio è per te d'entrar nella vita, avendo un occhio solo, che, avendone due, esser gettato nella geenna del fuoco.
10Guardate che non isprezziate alcuno di questi piccoli; perciocchè io vi dico che gli angeli loro vedono del continuo ne' cieli la faccia del Padre mio, che è ne' cieli.
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- Riferimento incrociato: loro
11Poichè il Figliuol dell'uomo è venuto per salvar ciò che era perito .
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- Riferimento incrociato: perito
12Che vi par egli? Se un uomo ha cento pecore , ed una di esse si smarrisce, non lascerà egli le novantanove, e non andrà egli su per i monti cercando la smarrita?
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- Riferimento incrociato: pecore
13E se pure avviene ch'egli la trovi, io vi dico in verità, che egli più si rallegra di quella, che delle novantanove, che non si erano smarrite.
14Così, la volontà del Padre vostro ch' è ne' cieli è, che neppur uno di questi piccoli perisca.
Il perdono. Parabola del creditore spietato
15ORA, se il tuo fratello ha peccato contro a te, va' e riprendilo fra te e lui solo ; se egli ti ascolta, tu hai guadagnato il tuo fratello.
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- Riferimento incrociato: solo
16Ma, se non ti ascolta, prendi teco ancora uno o due, acciocchè ogni parola sia confermata per la bocca di due, o di tre testimoni .
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- Riferimento incrociato: testimoni
17E s'egli disdegna di ascoltarli, dillo alla chiesa; e se disdegna eziandio di ascoltar la chiesa, siati come il pagano, o il pubblicano .
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- Riferimento incrociato: pubblicano
18Io vi dico in verità, che tutte le cose che voi avrete legate sopra la terra saranno legate nel cielo, e tutte le cose che avrete sciolte sopra la terra saranno sciolte nel cielo .
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- Riferimento incrociato: cielo
19Oltre a ciò, io vi dico, che, se due di voi consentono sopra la terra, intorno a qualunque cosa chiederanno, quella sarà lor fatta dal Padre mio, che è ne' cieli .
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- Riferimento incrociato: cieli
20Perciocchè, dovunque due, o tre, son raunati nel nome mio, quivi son io nel mezzo di loro.
21Allora Pietro, accostatoglisi, disse: Signore, quante volte, peccando il mio fratello contro a me, gli perdonerò io? fino a sette volte ?
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- Riferimento incrociato: volte
22Gesù gli disse: Io non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette .
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- Riferimento incrociato: sette
23Perciò, il regno de' cieli è assomigliato ad un re, il qual volle far ragione co' suoi servitori.
24Ed avendo cominciato a far ragione, gli fu presentato uno, ch'era debitore di diecimila talenti.
25E non avendo egli da pagare, il suo signore comandò ch'egli, e la sua moglie, e i suoi figliuoli, e tutto quanto avea, fosse venduto, e che il debito fosse pagato .
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- Riferimento incrociato: pagato
26Laonde il servitore, gettatosi a terra, si prostese davanti a lui, dicendo: Signore, abbi pazienza inverso me, ed io ti pagherò tutto.
27E il signor di quel servitore, mosso da compassione, lo lasciò andare, e gli rimise il debito.
28Ma quel servitore, uscito fuori, trovò uno de' suoi conservi, il qual gli dovea cento denari: ed egli lo prese, e lo strangolava, dicendo: Pagami ciò che tu mi devi.
29Laonde il suo conservo, gettatoglisi a' piedi, lo pregava, dicendo: Abbi pazienza inverso me, ed io ti pagherò tutto.
30Ma egli non volle, anzi andò, e lo cacciò in prigione, finchè avesse pagato il debito.
31Or i suoi conservi, veduto il fatto, ne furono grandemente contristati, e vennero al lor signore, e gli dichiararono tutto il fatto.
32Allora il suo signore lo chiamò a sè, e gli disse: Malvagio servitore, io ti rimisi tutto quel debito, perciocchè tu me ne pregasti.
33Non ti si conveniva egli altresì aver pietà del tuo conservo, siccome io ancora avea avuta pietà di te?
34E il suo signore, adiratosi, lo diede in man de' sergenti, da martoriarlo, infino a tanto ch'egli avesse pagato tutto ciò che gli era dovuto.
35Così ancora vi farà il vostro Padre celeste, se voi non rimettete di cuore ognuno al suo fratello i suoi falli .
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- Riferimento incrociato: falli