Giobbe 3
Diodati Bibbia 1885
Il lamento di Giobbe
1DOPO questo, Giobbe aprì la sua bocca, e maledisse il suo giorno.
2E prese a dire:
3Possa perire il giorno nel quale io nacqui, E la notte che fu detto: Un maschio è nato .
Note e riferimenti
- Riferimento incrociato: nato
4Quel giorno sia tenebroso; Iddio non ne abbia cura da alto, E non risplenda la luce sopra esso.
5Tenebre, ed ombra di morte rendanlo immondo; La nuvola dimori sopra esso; Queste cose rendanlo spaventevole, quali sono i giorni più acerbi.
6Caligine ingombri quella notte; Non rallegrisi fra i giorni dell'anno, Non sia annoverata fra i mesi.
7Ecco, quella notte sia solitaria, Non facciansi in essa canti alcuni.
8Maledicanla coloro che maledicono i giorni, I quali son sempre apparecchiati a far nuovi lamenti.
9Oscurinsi le stelle del suo vespro; Aspetti la luce, ma non ne venga alcuna, E non vegga le palpebre dell'alba;
10Perciocchè non serrò gli usci del seno di mia madre, E non fece sì che gli occhi miei non vedessero l'affanno.
11Perchè non morii io dalla matrice? Perchè non trapassai come prima uscii del seno?
12Perchè mi furono pòrte le ginocchia ? Perchè le mammelle, acciocchè io poppassi?
Note e riferimenti
- Riferimento incrociato: ginocchia
13Conciossiachè ora giacerei, e mi riposerei; Io dormirei, e pezzo fa sarei in riposo,
14Con i re, e con i consiglieri della terra, I quali edificavano i luoghi deserti;
15Ovvero co' principi, che aveano dell'oro, Ed empievano le lor case d'argento;
16Ovvero anche del tutto non sarei stato, come un abortivo nascosto, Come il feto che non ha veduta la luce.
17Quivi cessano gli empi di travagliare altrui , E quivi si riposano gli stanchi.
18Parimente i prigioni hanno requie, E non odono più la voce del sollecitator delle opere.
19Quivi è il piccolo e il grande; E il servo franco del suo signore.
20Perchè dà egli la luce al miserabile, E la vita a coloro che sono in amaritudine d'animo?
21I quali aspettano la morte, e pure ella non viene ; E la ricercano più che tesori nascosti ;
Note e riferimenti
- Riferimento incrociato: nascosti
22E si rallegrano, fino a festeggiarne, E gioiscono, quando hanno trovato il sepolcro.
23Perchè dà egli la luce all'uomo, la cui via è nascosta, E il quale Iddio ha assiepato d'ogn'intorno?
24Conciossiachè, avanti che io prenda il mio cibo, il mio sospiro venga, E i miei ruggiti si versino come acqua.
25Perchè ciò di che io avea spavento mi è avvenuto, E mi è sopraggiunto quello di che avea paura.
26Io non ho avuta tranquillità, nè riposo, nè quiete; Ed è venuto il turbamento.