Geremia 10
Diodati Bibbia 1885
Gl'idoli ed il Signore
1CASA d'Israele, ascoltate la parola che il Signore vi ha pronunziata.
2Così ha detto il Signore: Non imparate a seguitare i costumi delle genti , e non abbiate paura de' segni del cielo, perchè le genti ne hanno paura.
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- Riferimento incrociato: genti
3Perciocchè gli statuti de' popoli son vanità; conciossiachè si tagli un albero del bosco , per farne un lavoro di mani d'artefice con l'ascia.
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- Riferimento incrociato: bosco
4Quello si adorna con oro, e con argento; e si fa star saldo con chiodi, e con martelli, acciocchè non sia mosso.
5Son tratti diritti, a guisa di palma, e non parlano ; convien portarli attorno, perchè non possono camminare; non temiate di loro; perciocchè non possono far danno alcuno, ed altresì in lor potere non è di fare alcun bene.
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- Riferimento incrociato: parlano
6Non vi è niuno pari a te, o Signore ; tu sei grande, ed il tuo Nome è grande in forza.
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- Riferimento incrociato: Signore
7Chi non ti' temerebbe, o Re delle genti ? conciossiachè questa ti si convenga; perciocchè, fra tutti i savi delle genti, e in tutti i regni loro, non vi è alcun pari a te.
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- Riferimento incrociato: genti
8E tutti insieme sono insensati, e pazzi ; il legno è un ammaestramento di vanità.
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- Riferimento incrociato: pazzi
9L'argento, che si distende col martello, è addotto di Tarsis, e l'oro di Ufaz; sono opera di fabbro, e lavorio di mani di orafo; il lor vestimento è giacinto e porpora; essi tutti sono lavoro d' uomini industriosi.
10Ma il Signore è il vero Dio, egli è l'Iddio vivente, e il Re eterno; la terra trema per la sua ira, e le genti non possono sostenere il suo cruccio.
11Così direte loro: Gl'Iddii, che non hanno fatto il cielo, e la terra, periscano d'in su la terra, e di sotto al cielo.
12Colui, che ha fatta la terra con la sua potenza , che ha stabilito il mondo con la sua sapienza, ed ha distesi i cieli col suo intendimento;
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- Riferimento incrociato: potenza
13tosto ch'egli dà fuori la sua voce, vi è un romor d'acque nel cielo; egli fa salir vapori dalle estremità della terra , e fa i lampi per la pioggia, e trae il vento fuor de' suoi tesori.
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- Riferimento incrociato: terra
14Ogni uomo è insensato per scienza ; ogni orafo è renduto infame per le sculture; perciocchè le sue statue di getto sono una falsità, e non vi è alcuno spirito in loro.
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- Riferimento incrociato: scienza
15Sono vanità, lavoro d'inganni; periranno nel tempo della lor visitazione.
16Colui che è la parte di Giacobbe non è come queste cose; perciocchè egli è il Formator d'ogni cosa, ed Israele è la tribù della sua eredità ; Il suo Nome è: Il Signor degli eserciti.
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- Riferimento incrociato: eredità
Annunzio della imminente cattività
17O ABITATRICE della fortezza, raccogli la tua mercatanzia, per portarla fuor del paese .
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- Riferimento incrociato: paese
18Perciocchè, così ha detto il Signore: Ecco, questa volta gitterò via, come con una frombola, gli abitanti del paese, e li metterò in distretta, acciocchè trovino ciò che han meritato.
19Ahi lasso me! dirà il paese , per cagione del mio fiaccamento! la mia piaga è dolorosa; e pure io avea detto: Questa è una doglia, che ben potrò sofferire.
20Le mie tende son guaste, e tutte le mie corde son rotte; i miei figliuoli sono usciti fuor di me, e non sono più ; non vi è più alcuno che tenda il mio padiglione, nè che rizzi i miei teli.
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- Riferimento incrociato: * 10:20 più Ger. 31.15.
21Perciocchè i pastori son divenuti insensati, e non hanno ricercato il Signore; perciò non son prosperati, e tutte le lor mandre sono state dissipate.
22Ecco, una voce di grido viene, con gran commovimento, dal paese di Settentrione , per ridurre le città di Giuda in desolazione, in ricetti di sciacalli.
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- Riferimento incrociato: Settentrione
23O Signore, io conosco che la via dell'uomo non è in suo potere; e che non è in poter dell'uomo che cammina di addirizzare i suoi passi .
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- Riferimento incrociato: passi
24O Signore, castigami, ma pur moderatamente ; non nell'ira tua, che talora tu non mi faccia venir meno.
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- Riferimento incrociato: moderatamente
25Spandi la tua ira sopra le genti che non ti conoscono, e sopra le nazioni che non invocano il tuo Nome; perciocchè han divorato Giacobbe; anzi l'han divorato, e consumato, ed hanno desolata la sua stanza.