Prima di leggere

Quando mancano le parole

Romani 8 è un capitolo denso. Puoi entrarci da una frase semplice: non sappiamo come pregare. Paolo dà spazio alla debolezza, all’attesa e ai sospiri, dentro un discorso più ampio sulla vita nello Spirito. Questa guida ti aiuta a orientarti fra questi passaggi. Puoi leggere prima tutto il capitolo oppure cominciare dai tre momenti qui sotto e poi tornare all’inizio.

Risposta in breve

Che cosa comunica il passo?

Romani 8 sviluppa un percorso che parte dall'assenza di condannazione per chi è in Cristo, attraversa vita nello Spirito, adozione, sofferenza e gemito, e arriva alle domande finali su accusa e separazione. La speranza non cancella la debolezza: il testo la colloca nell'attesa di ciò che ancora non si vede.

Il testo biblico

Romani 8:1-39

Diodati Bibbia 1885. Se una parola ti ferma, trovi le spiegazioni subito sotto.

1ORA dunque non vi è alcuna condannazione per coloro che sono in Cristo Gesù, i quali non camminano secondo la carne, ma secondo lo Spirito .

2Perciocchè la legge dello Spirito della vita in Cristo Gesù , mi ha francato dalla legge del peccato, e della morte.

3Imperocchè (ciò che era impossibile alla legge in quanto che per la carne era senza forza), Iddio, avendo mandato il suo proprio Figliuolo, in forma simigliante alla carne del peccato, ed a motivo del peccato, ha condannato il peccato nella carne .

4Acciocchè la giustizia della legge si adempia in noi, i quali non camminiamo secondo la carne, ma secondo lo Spirito .

5Perciocchè coloro che son secondo la carne, pensano, ed hanno l'animo alle cose della carne ; ma coloro che son secondo lo Spirito, alle cose dello Spirito .

6Imperocchè ciò a che la carne pensa, ed ha l'animo, è morte ; ma ciò a che lo Spirito pensa, ed ha l'animo, è vita e pace.

7Poichè il pensiero, e l'affezion della carne è inimicizia contro a Dio ; perciocchè ella non si sottomette alla legge di Dio; imperocchè non pure anche può .

8E coloro che son nella carne non possono piacere a Dio.

9Or voi non siete nella carne, anzi nello Spirito, se pur lo Spirito di Dio abita in voi ; ma, se alcuno non ha lo Spirito di Cristo, egli non è di lui.

10E se Cristo è in voi, ben è il corpo morto per lo peccato; ma lo Spirito è vita per la giustizia.

11E, se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù da' morti abita in voi, colui che risuscitò Cristo da' morti vivificherà ancora i vostri corpi mortali, per lo suo Spirito, che abita in voi .

12Perciò, fratelli, noi siamo debitori, non alla carne, per viver secondo la carne.

13Perciocchè, se voi vivete secondo la carne, voi morrete ; ma, se per lo Spirito mortificate gli atti del corpo , voi viverete.

14Poichè, tutti coloro che son condotti per lo Spirito di Dio, sono figliuoli di Dio.

15Perciocchè voi non avete di nuovo ricevuto lo spirito di servitù, a timore ; anzi avete ricevuto lo Spirito d'adottazione , per lo quale gridiamo: Abba, Padre.

16Quel medesimo Spirito rende testimonianza allo spirito nostro , che noi siam figliuoli di Dio.

17E se siam figliuoli, siamo ancora eredi, eredi di Dio, e coeredi di Cristo ; se pur sofferiamo con lui , acciocchè ancora con lui siamo glorificati.

18PERCIOCCHÈ io fo ragione che le sofferenze del tempo presente non son punto da agguagliare alla gloria che sarà manifestata inverso noi .

19Poichè l'intento, e il desiderio del mondo creato aspetta la manifestazione dei figliuoli di Dio .

20Perciocchè il mondo creato è stato sottoposto alla vanità (non di sua propria inclinazione, ma per colui che l'ha sottoposto ad essa ),

21con la speranza che il mondo creato ancora sarà liberato dalla servitù della corruzione, e messo nella libertà della gloria de' figliuoli di Dio.

22Perciocchè noi sappiamo che fino ad ora tutto il mondo creato geme insieme, e travaglia.

23E non solo esso , ma ancora noi stessi, che abbiamo le primizie dello Spirito ; noi stessi, dico , gemiamo, in noi medesimi , aspettando l'adottazione, la redenzion del nostro corpo .

24Perciocchè noi siamo salvati per isperanza; or la speranza la qual si vede non è speranza ; perciocchè, perchè spererebbe altri ancora ciò ch'egli vede?

25E se speriamo quello che non veggiamo, noi l'aspettiamo con pazienza.

26Parimente ancora lo Spirito solleva le nostre debolezze; perciocchè noi non sappiamo ciò che dobbiam pregare , come si conviene; ma lo Spirito interviene egli stesso per noi con sospiri ineffabili .

27E colui che investiga i cuori conosce qual sia il sentimento, e l'affetto dello Spirito; poichè esso interviene per li santi, secondo Iddio .

28Or noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene, a coloro che amano Iddio ; i quali son chiamati secondo il suo proponimento .

29Perciocchè coloro che egli ha innanzi conosciuti , li ha eziandio predestinati ad esser conformi all'immagine del suo Figliuolo ; acciocchè egli sia il primogenito fra molti fratelli .

30E coloro ch'egli ha predestinati, essi ha eziandio chiamati ; e coloro ch'egli ha chiamati, essi ha eziandio giustificati ; e coloro ch'egli ha giustificati, essi ha eziandio glorificati .

31CHE diremo noi adunque a queste cose? Se Iddio è per noi, chi sarà contro a noi ?

32Colui certo, che non ha risparmiato il suo proprio Figliuolo , anzi l'ha dato per tutti noi , come non ci donerebbe egli ancora tutte le cose con lui?

33Chi farà accusa contro agli eletti di Dio? Iddio è quel che giustifica .

34Chi sarà quel che li condanni ? Cristo è quel che è morto, ed oltre a ciò ancora è risuscitato; il quale eziandio è alla destra di Dio , il quale eziandio intercede per noi .

35Chi ci separerà dall'amor di Cristo? sarà egli afflizione, o distretta, o persecuzione, o fame, o nudità, o pericolo, o spada?

36(Siccome è scritto : Per amor di te tuttodì siamo fatti morire; noi siamo stati reputati come pecore del macello).

37Anzi, in tutte queste cose noi siam di gran lunga vincitori per colui che ci ha amati .

38Perciocchè io son persuaso, che nè morte , nè vita, nè angeli, nè principati, nè podestà , nè cose presenti, nè cose future ;

39nè altezza, nè profondità, nè alcuna altra creatura, non potrà separarci dall'amor di Dio , ch' è in Cristo Gesù, nostro Signore.

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Le parole della Diodati, in italiano di oggi

Queste spiegazioni aiutano a leggere l’edizione del 1885; non sono una nuova traduzione del testo biblico.

mi ha francato v. 2
Mi ha liberato. La frase esplicita un passaggio dalla legge del peccato e della morte alla vita in Cristo, che il resto della prima sezione sviluppa nel rapporto con lo Spirito.
adottazione v. 15
Forma antica di adozione. Il testo la contrappone alla servitù e al timore, poi prosegue con le immagini dei figli e degli eredi nei versetti 16-17.
sospiri ineffabili v. 26
Sospiri che non si riescono a esprimere in parole. Sono collegati all'intervento dello Spirito proprio dove il versetto riconosce la debolezza e il non sapere come pregare.

Tre soste nel testo

Leggiamo insieme

Rileggi i versetti indicati, poi fermati sulla domanda. Puoi pensarci in silenzio, parlarne con qualcuno o annotare una frase per te.

  1. Dai spazio all’attesa

    Le sofferenze del presente e ciò che ancora si spera compaiono nello stesso ragionamento. Paolo distingue la speranza da ciò che è già visibile.

    Rileggi: v. 18, v. 24, v. 25

    Quale differenza trovi nel testo fra sperare e possedere già qualcosa?

  2. Fermati dove mancano le parole

    Il testo riconosce apertamente il non sapere come pregare. In quel punto parla dell’aiuto dello Spirito. Rileggi il versetto 26 prestando attenzione a chi compie le azioni.

    Rileggi: v. 26, v. 27

    Quali parole descrivono la debolezza e quali descrivono l’aiuto?

  3. Ascolta le domande finali

    La conclusione procede per domande e per un elenco di possibili separazioni. È importante leggere l’intero elenco insieme alla dichiarazione finale sull’amore di Dio.

    Rileggi: v. 31, v. 35, v. 38, v. 39

    Come cambia il tono del capitolo in questi ultimi versetti?

Il contesto

Il capitolo si apre con «ora dunque», segnalando un legame con quanto precede. Nei primi diciassette versetti dominano carne, Spirito, vita e adozione; nei versetti 18-30 sofferenza, creazione, gemito, speranza e intercessione; nei versetti 31-39 una serie di domande conduce alla conclusione sull'amore di Dio in Cristo.

Il filo del discorso

Come si sviluppa

Ritrova il punto in cui sei: ecco come una parte conduce alla successiva.

  1. vv. 1-11

    Vita nello Spirito

    Dalla frase sulla condannazione il testo passa al contrasto fra carne e Spirito e alla promessa di vita per i corpi mortali.

  2. vv. 12-17

    Figliuoli ed eredi

    Essere condotti dallo Spirito viene collegato ad adozione, testimonianza, eredità e a una sofferenza nominata prima della gloria.

  3. vv. 18-30

    Gemito, attesa e intercessione

    Creazione, credenti e Spirito compaiono dentro una sequenza di sofferenza, speranza, debolezza, preghiera e proponimento.

  4. vv. 31-39

    Le domande della conclusione

    Domande su opposizione, accusa, condanna e separazione conducono all'elenco finale di ciò che non separa dall'amore di Dio.

Uno sguardo più da vicino

Che cosa notare

Una parola ripetuta, un cambio di voce, un’immagine: piccoli dettagli che aiutano a capire. Puoi ritrovarli nei versetti indicati.

vv. 1, 2, 3, 4

Il capitolo comincia con un legame

«Ora dunque» apre il versetto 1 come una conseguenza, non come un'affermazione isolata. Nei versetti successivi la condannazione è posta accanto a vita, libertà, carne, Spirito e all'opera attribuita a Dio nel Figliuolo.

vv. 14, 15, 16, 17

L'adozione non elimina la sofferenza

I versetti 14-17 uniscono l'essere condotti dallo Spirito, il grido «Abba, Padre», la testimonianza di essere figliuoli e l'eredità. La frase sull'eredità termina però nominando anche il soffrire con Cristo.

vv. 22, 23, 26

Il gemito ritorna tre volte

La creazione geme e travaglia nel versetto 22; «noi stessi» gemiamo nel versetto 23; nel versetto 26 lo Spirito interviene con sospiri ineffabili. La ripetizione tiene insieme mondo creato, attesa umana e debolezza nella preghiera.

vv. 24, 25

La speranza riguarda il non visto

I versetti 24-25 definiscono la speranza mediante un contrasto: ciò che si vede non è più speranza, mentre ciò che non si vede viene aspettato con pazienza. L'attesa resta quindi interna a una situazione non ancora compiuta.

vv. 18, 23, 26, 28

Il bene è dentro una sequenza

La frase sulle cose che cooperano al bene segue sofferenza, gemito, attesa e debolezza, e specifica i destinatari come coloro che amano Dio e sono chiamati secondo il suo proponimento. Il versetto non compare come proverbio autonomo.

vv. 31, 33, 34, 35, 38, 39

Le domande preparano l'elenco finale

Dal versetto 31 il testo formula domande su chi possa essere contro, accusare, condannare o separare. I versetti 38-39 rispondono con coppie ed estremi, da morte e vita fino ad altezza e profondità.

Interpretazioni

Lettura editoriale: carne e Spirito, adozione, predestinazione, intercessione e gloria sono spiegati in modi differenti dalle tradizioni cristiane. Questa pagina non armonizza tali dottrine: osserva la sequenza del capitolo e tiene insieme le sue affermazioni di speranza con sofferenza, gemito e debolezza esplicitamente nominati.

Domande per capire il passo

Tutte le cose cooperano al bene significa che ogni evento è buono?

Il versetto 28 non dice che ogni evento sia buono in sé. Nel medesimo capitolo compaiono sofferenza, attesa e debolezza; il versetto 29 collega poi il discorso alla conformità al Figlio. Non è quindi corretto usare la frase isolata per minimizzare un male subito o per promettere che ogni situazione avrà l'esito desiderato.

Nel testo: v. 18, v. 26, v. 28, v. 29

Che cosa sono i sospiri ineffabili di Romani 8:26?

Il versetto presenta l'aiuto dello Spirito nella debolezza di chi non sa come pregare. Nella catechesi del 16 maggio 2012, Benedetto XVI approfondisce proprio la preghiera che fatica a trovare parole. È una lettura pastorale cattolica del passaggio, non la descrizione di una tecnica che il lettore debba riuscire a eseguire.

Nel testo: v. 26, v. 27

Approfondisci: Benedetto XVI, catechesi sulla preghiera — 16 maggio 2012

Perché leggere Romani 8:28 insieme alla conclusione del capitolo?

I versetti 31-39 sviluppano una serie di domande su opposizione, accusa e separazione dall'amore di Cristo. Le prove vengono elencate, non cancellate. Questa conclusione permette di leggere la fiducia del versetto 28 dentro l'intero ragionamento, anziché come previsione favorevole su una singola decisione personale.

Nel testo: v. 28, v. 31, v. 35, v. 38, v. 39

Fonti e letture per approfondire

Le prospettive sono attribuite alle fonti indicate. I loro autori non hanno revisionato questa guida e i collegamenti non implicano affiliazioni.

Benedetto XVI, catechesi sulla preghiera — 16 maggio 2012

Lettura cattolica. La catechesi si sofferma su Romani 8:26 e sul rapporto tra preghiera, debolezza e azione dello Spirito. L'accento pastorale è sulla possibilità della preghiera anche quando mancano le parole.

Fonte consultata il .

Limiti della guida

Romani 8 non promette che ogni evento sia buono, che il dolore scompaia subito o che chi soffre abbia pregato male. Il versetto 28 va letto con i destinatari e il movimento del capitolo; non deve essere usato per minimizzare lutto, trauma, malattia o pericolo né per sostituire sostegno concreto.

Persone e luoghi nel capitolo

Persone: Jesus

I collegamenti derivano dai dataset dichiarati; identità e localizzazioni incerte restano segnalate nelle rispettive schede.

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A cura di Redazione Bibbia.ai · Guida aggiornata il . Controlli automatici sul testo e sui riferimenti; nessuna revisione specialistica umana dichiarata.